La montagna abbandonata

1 agosto 2011

radicali per i contributi silentiLeggendo un interessantissimo intervento di natura antropologica sulla stampa mi è sorto un dubbio. Ma sono spariti davvero questi giovani nelle piccole comunità alpine?
I giovani forse no. Sono spariti invece i Giganti. E sono rimasti i nani (quelli che il buon Fabrizio De Andrè sosteneva avessero il cuore ed il cervello troppo vicini allo sfintere anale) e le ballerine. Pazienza. In assenza di altro ci accontenteremo dei pur bellissimi ed originali spaventapasseri che sono magari alla ricerca disperata di un cervello (chi non ricorda il mago di Oz..) che popolano l'estate in montagna.
Claudio Michelazzi
(foto linkata dal sito di Filippo Galluzzi)


Appello per la restituzione dei CONTRIBUTI SILENTI

23 aprile 2011

radicali per i contributi silentiRadicali Belluno partecipa alla mobilitazione per i "contributi silenti". Il giorno 20 maggio "Prima giornata nazionale dei Silenti", davanti alla sede dell'INPS a Belluno ci sarà una manifestazione per raccogliere firme sul testo dell'appello che chiede la calendarizzazione urgente della proposta di legge radicale sui contributi silenti.

Gran parte dei contributi previdenziali dovuti alla Gestione separata dell'Inps dai parasubordinati, dai precari o da coloro che esercitano professioni non regolate da ordini professionali, vengono versati a fondo perduto: se non si raggiunge il minimo richiesto dalla legge per maturare la pensione (il che accade sempre più spesso, dati i lunghi periodi di disoccupazione o lavoro nero), quei contributi vengono usati per pagare le pensioni di altri, ma non danno diritto ad averne una propria. E anche quando si matura il minimo di contribuzione richiesto, la pensione ottenuta non supera le poche centinaia di euro dell'assegno sociale.

Già da oggi tutti coloro che vogliano firmare l'appello possono farlo contattando i Radicali Italiani o Radicali Belluno. In ogni caso i radicali bellunesi organizzeranno nel mese di maggio alcuni banchetti di raccolta firme prima della giornata del 20. Per maggiori informazioni puoi scaricare il PDF dell'appello per la restituzione dei contributi silenti


Il traforo del Col Cavalier

27 gennaio 2011
Giovanni Patriarca

l'ingresso del traforo a Punta dell'AntaI lavori per il traforo del Col Cavalier sono iniziati a giugno dell'anno scorso e proseguono con un buon ritmo. Un inconveniente però già si è creato. Lungo via Miari con il taglio degli alberi sull'erta che scende verso il Piave, il terreno è diventato più debole e parte della strada ha ceduto. Si è scavato verso monte e si è subito ripristinata la viabilità normale, ma rimane il fatto che probabilmente quel punto è critico anche per il terreno a monte dove scende moltissima acqua. I lavori per il momento consistono negli scavi e nel riporto di materiale. E dove mettere questo materiale? Si era detto un po' più avanti sul Piave dove sorgerà in futuro un nuovo ponte che collegherà la località La Rossa con Levego, ma ovviamente era una cosa campata per aria. E allora dove? Per il momento in una zona del Castionese vicino all'agriturismo De Bertoldi.
Per arrivare fin là i camion carichi di terra devono percorrere via Miari in direzione di Levego, girare a destra prima dell'abitato e prendere per via Pedecastello. Quest'ultima strada detta "la costa", è una strada stretta dove a malapena ci passano due automobili. E' stato rifatto parzialmente il manto stradale da poco perché era pieno di buche, ma ce ne sono ancora e con il passaggio dei camion aumentato e peggiorano. Cosa ancora più significativa della scarsa opportunità di portare il materiale di riporto in quella zona è che in quella strada, proprio perchè è stretta, c'è il divieto di transito ai mezzi pesanti. Sarebbe interessante e giusto sapere se i mezzi che trasportano la terra sono provvisti di permesso (vedi alla voce trasparenza).
Quella strada è comoda per i castionesi che devono andare in direzione di Ponte nelle Alpi ed è abbastanza trafficata. Il passaggio dei camion creano disagio e sono pericolosi oltre a danneggiare la strada.
Se proprio non ci sono alternative sarebbe giusto prevedere un orario nel quale possono transitare i mezzi pesanti, magari non nelle ore di punta quando circolano più autovetture e sarebbe giusto che del badget previsto per i lavori del traforo del Col Cavalier, si accantonasse quel tanto che basta per sistemare la strada dopo la fine dei lavori.
Ultima cosa non meno importante da tener conto secondo me nella costruzione di una nuova strada nel nostro territorio è l'attraversamento di animali selvatici. Sarebbe da prevedere reti lungo i bordi e sottopassi o sovrapassi, nelle zone di maggior passaggio di animali, larghi, ricoperti di manti erbosi e alberi così da invogliare il passaggio delle bestie. Forse sono un po' fantasioso ma queste cose in giro per il mondo esistono!


Regola di Costalta e anagrafe pubblica

6 gennaio 2011
Claudio Michelazzi

la bacheca della regola di costaltaNon vogliamo entrare nel merito di polemiche o presunti atti vandalici da cui ci discostiamo pubblicamente, ma sottolineare, come da sempre fanno i radicali, quanto importante sia la trasparenza nelle pubbliche istituzioni, anche in quelle legate al territorio montano, come le antichissime “regole” o comunioni familiari, che, seppur considerate enti privati, gestiscono un patrimonio della collettivita'. Da anni ci battiamo, come radicali, per l'anagrafe pubblica degli eletti, ovvero per spingere le istituzioni a far conoscere ai cittadini, attraverso tutti i mezzi adeguati, chi e' che amministra il bene collettivo, le attivita' che svolge, i compensi che riceve. I cittadini poi analizzeranno, elaborando il proprio pensiero critico e decideranno in piena liberta'. Compito della politica poi, sara' incentivare il dibattito pubblico e lo scambio di idee. Un plauso allora vada dai radicali bellunesi alla trasparenza delle istituzioni regoliere che espongono pubblicamente le attivita' svolte ed i compensi dei loro amministratori. Conoscere per deliberare e' il pensiero e la prassi che da sempre contraddistinguono i radicali. Ben vengano allora la trasparenza e la conoscenza delle attivita' delle amministrazioni pubbliche, anche di quelle regoliere e dei compensi percepiti dagli amministratori.


L'assessore provinciale Templari e la canapa

25 ottobre 2010
Giovanni Patriarca

Noi Radicali Belluno siamo antiproibizionisti, sia perché il proibizionismo non ha mai ottenuto risultati positivi, sia perché c'è un'ipocrisia di fondo che esclude, ad esempio, gli psicofafrmaci. Droga è tutto ciò che da dipendenza e assuefazione: alcool, tabacco, gioco d'azzardo, eroina, televisione... Consideriamo quindi la coltivazione di canapa, non un grave delitto ma una sciocchezza. In fondo nella nostra provincia si è sempre coltivata la canapa, è stata fonte di lavoro per generazioni, c'è anche un paese che si chiama Canevoi e pensate che mai nessuno abbia nemmeno pensato agli effetti alternativi che aveva? Pensate che i bellunesi non sapessero cosa contenevano quelle piante che coltivavano per filare? Lo sapevano e forse le hanno sempre usate come l'uva per fare il vino e le vinacce per fare la grappa. E non è pericoloso e nocivo l'uso dell'alcool nei giovani? E perché non si sequestrano i vigneti? L'assessore Daniela Templari non ha colpe per una sciocchezza del figlio, come tanti ragazzi ogni tanto fanno e per il presidente Bottacin questa non è una ragione valida per sospenderla. Radicali Belluno esprime solidarietà all'assessore Templari e preoccupazione per l'uso della polizia provinciale che il presidente Bottacin fa come fosse un suo piccolo esercito.