Trasparenza amministrativa
02 maggio 2012
Il bilancio non votato in consiglio comunale rappresenta la mancanza di trasparenza verso i cittadini. Molta gente non conosce la questione perché non ha modo di essere informata. La lettera della Ragioneria dello Stato al sindaco di Belluno che riassume le irregolarità emerse dalla verifica amministrativo-contabile evidenzia cose non note all'opinione pubblica anche se quasi due anni fa ho sollevato il problema sul mio FB, per esempio, dei compensi dei dirigenti comunali. Su questo punto la Ragioneria dello Stato il 17 aprile 2012 scrive: "Illeggittima attribuzione ad un dirigente dell'Ente, assunto a tempo determinato, delle funzioni di direttore generale e della relativa indennità, nonché di una retribuzione accessoria molto superiore al limite previsto dai contratti collettivi, in assenza delle condizioni legittime" e poi "indebita attribuzione dei diritti di rogito al vicesegretario comunale..." e ancora "indebita monetizzazione di ferie non godute a favore del personale con qualifica dirigenziale..." e inoltre "gravi anomalie nella determinazione del trattamento retributivo accessorio dei segretari comunali..."
Secondo i dati riportati dal sito del comune (per il 2010) la somma dei compensi dei 5 dirigenti comunali supera il mezzo milione di euro annui. Tutti questi soldi per avere quale risultato? E' forse un altro modo del primo cittadino di costruire consenso?
E' indispensabile quindi, oggi più che mai un'anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati così da poter conoscere il costo reale della pubblica amministrazione, tema percepito e messo nero su bianco sul programma del candidato sindaco per Belluno Claudia Bettiol.
Giovanni Patriarca
radicale, candidato consigliere nella lista IDV
Obiettori sulla coscienza altrui
30 marzo 2012
L'Italia, che non ha mai conosciuto la Rivoluzione Protestante, da secoli è la terra degli "Obiettori sulla coscienza altrui".
Questa nutrita schiera, fatta da molti cittadini, disinformati e ignari, e da vecchi volponi della politica di destra o di sinistra (che guardano molto ai preti e meno a Dio perché i preti votano e Dio no) è una schiera di obiettori di coscienza al contrario.
In ogni paese civile che si rispetti, quando un individuo è obiettore, lo è in relazione a qualcosa di stabilito e regolato dal punto di vista normativo ma che, in un afflato di coscienza civile, reputa ingiusto.
Oggi molti obiettano coscienziosamente intorno al tema dell'istituzione di un registro civile delle coppie di fatto, che sanerebbe un vulnus indegno di un Paese Europeo, e che, come quasi tutto in Italia è lasciato al caso, quindi non regolamentato.
Così abbiamo degli obiettori al contrario che si oppongono a qualcosa che non esiste.
Andiamo direttamente al punto: noi crediamo che, se due uomini o due donne dimostrano il loro amore, per esempio baciandosi e vogliono che i loro diritti di esseri umani prima che di famiglia, vengano riconosciuti, questo sia ragionevole. Crediamo pure che chi si schifa per la dimostrazione pubblica dell'omosessualità sia omofobo e tendenzialmente razzista ciò che i cattolici, per amore di Dio, non dovrebbero essere. Don Gallo due giorni fa in televisione parlava esplicitamente di amore come linfa vitale per le coppie anche tra persone dello stesso sesso. Certo Don Gallo è un comunista che ha dedicato la sua vita per stare accanto ed aiutare i tossici e le prostitute, quindi non fa testo, per i pregiudizievoli. Siamo convinti che parlare di unioni civili ed istituirne un registro comunale nella nostra città sia un atto di civiltà, progresso e apertura mentale che non contrasta assolutamente con l'informe pensiero cattolico di cui qualcuno in qualche momento, da qualche parte si fa portatore. Non stiamo dicendo di vietare i matrimoni in chiesa, ma esattamente il contrario, dare una possibilità in più ai cittadini, di iscriversi ad una anagrafe pubblica comunale come coppia di fatto e vedere i propri diritti garantiti per esempio nell'assegnazione della casa popolare.
Questo significa libertà di scelta, non obbligo ad essere iscritto, bisogna uscire da questa mentalità dell'essere a favore o contro. Gli USA su questo sono un esempio: non ci sono quelli a favore dell'aborto o quelli contro l'aborto, ci sono i pro-life (cioè per la vita) e i pro-choice (cioè per la libertà di scelta).
Ed è questo, dare la possibilità di una scelta ulteriore ai cittadini, ciò che a nostro avviso è importante per aprire la mente e responsabilizzare le persone.
E' questa libertà di scelta responsabilizzante che oggi manca in Italia. Paese che si sarà pure trasformato in tutto e nel contrario di tutto nel corso dei secoli, ma che non è mai stato autenticamente liberale.
di Giovanni Patriarca
e Claudio Michelazzi
Cercasi spazi di dialogo
29 febbraio 2012
I radicali Belluno constatano che le prossime elezioni comunali di maggio, potrebbero essere l'occasione per innalzare il livello di civiltà nella città già capoluogo delle Alpi. Convinti del fatto che la natura e lo sviluppo interiore della persona siano le cosa più importante per l'uomo, compresi i cittadini bellunesi, radicali belluno pensa che nella prossima campagna elettorali per l'elezione del sindaco, si debbano affrontare alcuni temi laici, di civiltà e di rispetto della natura, cari ai radicali.
Non solo vogliamo che i temi siano trattati, dibattuti e partecipati, ma vogliamo che entrino nell'agenda del prossimo sindaco.
Per questo motivo, radicali belluno ha preso contatti con diversi esponenti politici per cercare spazi di dialogo per proporre i temi radicali che vorremo diventino patrimonio di tutti. Si va dall'anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, alla considerazione del carcere cittadino di Baldenich che possa diventare laboratorio di esperienze per i detenuti e la città, dal recupero dell'esistente in termini di edilizia pubblica e privata, all'implemento dell'uso della rete con coperture wifi libere in tutta la città, servizi per il cittadino on-line, documenti disponibili in formato aperto e possibilmente oper source.
Pensiamo inoltre che sarebbe buona cosa che i movimenti e i dialoghi normali e sani che in questi giorni ci sono tra le varie forze politiche possano diventare momento di partecipazione e di confronto e che siano resi pubblici e trasparenti. Il caso di Perenzin che ha portato nuovo entusiasmo e nuova linfa per sviluppare col sorriso una bellissima cittadina come Feltre, deve essere di esempio per il capoluogo dolomitico.
Radicali Belluno infine annuncia che a breve terrà un incontro aperto per cercare di capire le esigenze della cittadinza e farsi carico di portarle all'attenzione di chi ha veramente voglia di cambiare in meglio Belluno.
Giovanni Patriarca
La montagna abbandonata
1 agosto 2011
Leggendo un interessantissimo intervento di natura antropologica sulla stampa mi è sorto un dubbio. Ma sono spariti davvero questi giovani nelle piccole comunità alpine?
I giovani forse no. Sono spariti invece i Giganti. E sono rimasti i nani (quelli che il buon Fabrizio De Andrè sosteneva avessero il cuore ed il cervello troppo vicini allo sfintere anale) e le ballerine. Pazienza. In assenza di altro ci accontenteremo dei pur bellissimi ed originali spaventapasseri che sono magari alla ricerca disperata di un cervello (chi non ricorda il mago di Oz..) che popolano l'estate in montagna.
Claudio Michelazzi
(foto linkata dal sito di Filippo Galluzzi)
Appello per la restituzione dei CONTRIBUTI SILENTI
23 aprile 2011
Radicali Belluno partecipa alla mobilitazione per i "contributi silenti". Il giorno 20 maggio "Prima giornata nazionale dei Silenti", davanti alla sede dell'INPS a Belluno ci sarà una manifestazione per raccogliere firme sul testo dell'appello che chiede la calendarizzazione urgente della proposta di legge radicale sui contributi silenti.
Gran parte dei contributi previdenziali dovuti alla Gestione separata dell'Inps dai parasubordinati, dai precari o da coloro che esercitano professioni non regolate da ordini professionali, vengono versati a fondo perduto: se non si raggiunge il minimo richiesto dalla legge per maturare la pensione (il che accade sempre più spesso, dati i lunghi periodi di disoccupazione o lavoro nero), quei contributi vengono usati per pagare le pensioni di altri, ma non danno diritto ad averne una propria. E anche quando si matura il minimo di contribuzione richiesto, la pensione ottenuta non supera le poche centinaia di euro dell'assegno sociale.
Già da oggi tutti coloro che vogliano firmare l'appello possono farlo contattando i Radicali Italiani o Radicali Belluno. In ogni caso i radicali bellunesi organizzeranno nel mese di maggio alcuni banchetti di raccolta firme prima della giornata del 20. Per maggiori informazioni puoi scaricare il PDF dell'appello per la restituzione dei contributi silenti
Il traforo del Col Cavalier
27 gennaio 2011
Giovanni Patriarca
I lavori per il traforo del Col Cavalier sono iniziati a giugno dell'anno scorso e proseguono con un buon ritmo. Un inconveniente però già si è creato. Lungo via Miari con il taglio degli alberi sull'erta che scende verso il Piave, il terreno è diventato più debole e parte della strada ha ceduto. Si è scavato verso monte e si è subito ripristinata la viabilità normale, ma rimane il fatto che probabilmente quel punto è critico anche per il terreno a monte dove scende moltissima acqua. I lavori per il momento consistono negli scavi e nel riporto di materiale. E dove mettere questo materiale? Si era detto un po' più avanti sul Piave dove sorgerà in futuro un nuovo ponte che collegherà la località La Rossa con Levego, ma ovviamente era una cosa campata per aria. E allora dove? Per il momento in una zona del Castionese vicino all'agriturismo De Bertoldi.
Per arrivare fin là i camion carichi di terra devono percorrere via Miari in direzione di Levego, girare a destra prima dell'abitato e prendere per via Pedecastello. Quest'ultima strada detta "la costa", è una strada stretta dove a malapena ci passano due automobili. E' stato rifatto parzialmente il manto stradale da poco perché era pieno di buche, ma ce ne sono ancora e con il passaggio dei camion aumentato e peggiorano. Cosa ancora più significativa della scarsa opportunità di portare il materiale di riporto in quella zona è che in quella strada, proprio perchè è stretta, c'è il divieto di transito ai mezzi pesanti. Sarebbe interessante e giusto sapere se i mezzi che trasportano la terra sono provvisti di permesso (vedi alla voce trasparenza).
Quella strada è comoda per i castionesi che devono andare in direzione di Ponte nelle Alpi ed è abbastanza trafficata. Il passaggio dei camion creano disagio e sono pericolosi oltre a danneggiare la strada.
Se proprio non ci sono alternative sarebbe giusto prevedere un orario nel quale possono transitare i mezzi pesanti, magari non nelle ore di punta quando circolano più autovetture e sarebbe giusto che del badget previsto per i lavori del traforo del Col Cavalier, si accantonasse quel tanto che basta per sistemare la strada dopo la fine dei lavori.
Ultima cosa non meno importante da tener conto secondo me nella costruzione di una nuova strada nel nostro territorio è l'attraversamento di animali selvatici. Sarebbe da prevedere reti lungo i bordi e sottopassi o sovrapassi, nelle zone di maggior passaggio di animali, larghi, ricoperti di manti erbosi e alberi così da invogliare il passaggio delle bestie. Forse sono un po' fantasioso ma queste cose in giro per il mondo esistono!
Regola di Costalta e anagrafe pubblica
6 gennaio 2011
Claudio Michelazzi
Non vogliamo entrare nel merito di polemiche o presunti atti vandalici da cui ci discostiamo pubblicamente, ma sottolineare, come da sempre fanno i radicali, quanto importante sia la trasparenza nelle pubbliche istituzioni, anche in quelle legate al territorio montano, come le antichissime “regole” o comunioni familiari, che, seppur considerate enti privati, gestiscono un patrimonio della collettivita'. Da anni ci battiamo, come radicali, per l'anagrafe pubblica degli eletti, ovvero per spingere le istituzioni a far conoscere ai cittadini, attraverso tutti i mezzi adeguati, chi e' che amministra il bene collettivo, le attivita' che svolge, i compensi che riceve. I cittadini poi analizzeranno, elaborando il proprio pensiero critico e decideranno in piena liberta'. Compito della politica poi, sara' incentivare il dibattito pubblico e lo scambio di idee. Un plauso allora vada dai radicali bellunesi alla trasparenza delle istituzioni regoliere che espongono pubblicamente le attivita' svolte ed i compensi dei loro amministratori. Conoscere per deliberare e' il pensiero e la prassi che da sempre contraddistinguono i radicali. Ben vengano allora la trasparenza e la conoscenza delle attivita' delle amministrazioni pubbliche, anche di quelle regoliere e dei compensi percepiti dagli amministratori.
L'assessore provinciale Templari e la canapa
25 ottobre 2010
Giovanni Patriarca
Noi Radicali Belluno siamo antiproibizionisti, sia perché il proibizionismo non ha mai ottenuto risultati positivi, sia perché c'è un'ipocrisia di fondo che esclude, ad esempio, gli psicofafrmaci. Droga è tutto ciò che da dipendenza e assuefazione: alcool, tabacco, gioco d'azzardo, eroina, televisione... Consideriamo quindi la coltivazione di canapa, non un grave delitto ma una sciocchezza. In fondo nella nostra provincia si è sempre coltivata la canapa, è stata fonte di lavoro per generazioni, c'è anche un paese che si chiama Canevoi e pensate che mai nessuno abbia nemmeno pensato agli effetti alternativi che aveva? Pensate che i bellunesi non sapessero cosa contenevano quelle piante che coltivavano per filare? Lo sapevano e forse le hanno sempre usate come l'uva per fare il vino e le vinacce per fare la grappa. E non è pericoloso e nocivo l'uso dell'alcool nei giovani? E perché non si sequestrano i vigneti? L'assessore Daniela Templari non ha colpe per una sciocchezza del figlio, come tanti ragazzi ogni tanto fanno e per il presidente Bottacin questa non è una ragione valida per sospenderla. Radicali Belluno esprime solidarietà all'assessore Templari e preoccupazione per l'uso della polizia provinciale che il presidente Bottacin fa come fosse un suo piccolo esercito.