PRESENTATO ESPOSTO CONTRO LA CROCE DI DOZULE' DEL SERVA
Il giorno 9 novembre 2010 abbiamo presentato l'esposto alla Procura della Repubblica per la croce di Dozulè sulla Croda del Sal al monte Serva. Ecco il testo dell'esposto:
Oggetto: croce votiva alla pendici del monte Serva
Il sottoscritto Patriarca Giovanni esponente del gruppo politico Radicali Belluno, nato a Belluno il 31/12/1973, presenta alla Procura della Repubblica di Belluno il seguente esposto il cui contenuto riguarda la croce installata il 2 aprile scorso in località Croda del Sal sul monte Serva e le motivazioni che ci spingono a cercare chiarezza sul regolare svolgimento dei lavori, compresa la posa dell'opera in questione secondo le normative vigenti, sono le seguenti. Il luogo in cui si trova il plinto di cemento che sostiene la croce è un sito di interesse comunitario (SIC) nonché zona di protezione speciale (ZPS) che rientrano nel progetto Habitat Natura 2000 della Comunità Europea che mira alla salvaguardia di siti naturali caratterizzati da flora o fauna protetti o in via di estinzione. La normativa vigente in materia di costruzioni in tali siti obbliga ad un preventivo lavoro di redazione di documento chiamato “vincolo di incidenza ambientale” (VINCA) prima di effettuare ogni tipo di operazione sul terreno. Inoltre è stato utilizzato un elicottero del Corpo Forestale dello Stato per posizionare la pesante croce all'interno della sede di cemento costruita all'uopo, operazione che ha richiesto, secondo il comandante della caserma di Belluno, alcune prove pratiche per la delicatezza dell'intervento, che secondo alcuni giornali, è costato più di diecimila euro.
Sull'istallazione della croce crediamo che sia giusto fare alcune considerazioni al fine di inquadrare meglio il motivo per cui siamo arrivati a presentare codesto esposto.
La questione ha suscitato un interessamento dei media locali e dell'opinione pubblica, sono state raccolte più di 450 firme di cittadini bellunesi (consegnante tramite posta raccomandata sia al sindaco del comune di Belluno, sia al presidente dell'Ente Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, tutt'ora senza riscontro) contro l'istallazione di quella croce e non si conoscono ancora gli autori del manufatto ma solamente il proprietario del terreno. Ci sono state autorevoli prese di posizione contrarie, come Reihnold Messner, già parlamentare europeo, o Gianni Gianeselli, Pelmo d'Oro per l'attività alpinistica o ancora Don Francesco Silvestri, preside dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Belluno. Ma anche favorevoli come Antonio Prade, sindaco di Belluno e dell'assessore Marco Da Rin Zanco.
Proprio per questa pubblicità della questione, e quindi considerandola di interesse pubblico, visto le prese di posizione sia di autorevoli rappresentanti istituzionali, sia del “mondo della montagna” abbiamo fatto una richiesta di visura degli atti relativi alla costruzione all'ufficio edilizia del comune di Belluno in data 8 aprile della quale abbiamo ricevuto risposta negativa due mesi dopo, il giorno 11 giugno secondo noi negando un nostro diritto, perchè era necessario dimostrare, secondo il dirigente dell'ufficio, “interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale si faceva richiesta di accesso”.
Oltre alla consegna delle firme al sindaco e al presidente del parco, nel mese di marzo, cioè prima dell'istallazione della croce, abbiamo presentato una segnalazione all'ufficio edilizia del comune di Belluno, il giorno 17 marzo corredata da fotografie (quelle in calce) sull'assenza di cartelli e di recinzione del cantiere del plinto di cemento tutt'ora senza risposta. Abbiamo inoltre presentato una segnalzione al Corpo Forestale dello Stato sulla presenza del plinto in zona protetta chiedendo spoegazioni sull'uso dell'elicottero per i lavori di posa alla quale abbiamo ricevuto una risposta di presa d'atto.
Non avendo ancora ricevuto risposte chiarificatrici ed esaustive dagli organi contattati, ci vediamo costretti ad interessare la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Belluno dei fatti suddetti al fine di accertare che tutto sia stato fatto secondo quanto prescrive la legge.
Ringraziando porgiamo distinti saluti.
UN PICCOLO DOSSIER SUL PROGETTO CROCE SULLA CRODA DEL SAL AL MONTE SERVA:
di Giovanni Patriarca
A fine gennaio ricevo una segnalazione da un amico che mi dice che c'è un plinto di cemento vicino al posto dove si lanciano con il parapendio sul monte Serva. Comincio ad indagare e scopro che la gettata è stata fatta a fine estate 2009 con l'aiuto di elicottero e sembra che serva per sostenere una croce di 8 metri illuminata di notte da pannelli solari. Scopra che il terreno è di privati e sento di una ragazza che sta lavorando alla croce e sta cercando sponsor per questo progetto. Decido di andare sul luogo e scattare qualche foto. E' domenica 7 marzo. Il plinto si vede dalla strada forestale appena si esce dal bosco. E' a pochi metri dal decollo dei parapendio, accanto alla gettata c'è del terreno roccioso forse riporto dello scavo fatto per alloggiarlo. Non c'è nessun cartello e nessuna recinzione quindi guardo bene di cosa si tratta. Sopra il cubo di cemento c'è un muraletto che tiene giù una piccola botolo che chiude una buco quadrato di 30 centimetri di lato e profondo almeno un metro al centro del plinto. Noto una guaina rossa che immagino servirà per contenere i cavi che daranno luce alla croce tramite i pannelli solari che credo saranno appoggiati ad alcuni paletti di ferro che sono conficcati nel terreno a qualche metro di distanza esposti a sud. Salgo sopra il plinto e guardo giù la città che è così vicina, da quella zona si vede tutta la Valbelluna fino a Feltre e oltre il Piave il Nevegal che brilla della luce del sole che sta calando. Mentre guardo il panorama mi chiedo perché nessun giornale, televisione o radio abbia mai parlato di questo progetto che è in opera da mesi e perché non c'è nessun cartello con nomi o dati e nessuna recinzione. Venerdì 12 marzo chiamo l'ufficio edilizia del comune di Belluno per chiedere informazioni. La prima signora con cui parla al telefono quando le chiedo che vorrei avere delle informazioni sul plinto di cemento che si trova in località Croda del Sal sul monte Serva, mi interrompe e mi dice: "ho già capito cosa intende". Allora io chiedo che mi dica qualcosa, ma lei mi risponde che non sa e che mi passa un tecnico. Il tecnico, una signora che a differenza di me non si presenta con nome e cognome, dopo avermi ascoltato mi chiede maggiori informazioni per vedere se c'è una pratica (immagino al computer perché mi fa attendere un pochino), ma ero io quello che volevo maggiori informazioni. Mi chiede se è zona urbanizzata, io le dico che è a 1200 metri d'altitudine e non ci sono case, mi chiede il nome del proprietario, io le dico che non lo so e che vorrei saperlo da lei, mi dice che non ho informazioni sufficienti per fare una ricerca e poi mi chiede perchè voglio avere informazioni a riguardo. Le dico che sono curioso e lei replica che la mia curiosità è particolare. Io le dico che non mi sembra molto strano chiedersi cosa ci faccia un plinto di cemento di 3 metri cubi a 1200 metri di quota sul monte Serva. Lei invece insiste che è una curiosità strana. Mi chiede se una cosa recente, le dico che dovrebbe essere là da settembre, alla fine mi dice che al momento non risulta nessuna pratica ma ribadisce che non ha dati per vedere e mi consiglia di fare una segnalazione. Il giorno dopo, forse non casualmente, esce sul Gazzettino di Belluno un articolo che riporta la notizia della costruzione della croce proprio in quel punto e snocciola qualche dato sui costi (dai 20 mila ai 30 mila euro), sui viaggi dell'elicottero della forestale ྱ) e sugli autori (un gruppo di ragazzi volenterosi ma ignoti). Incominciano diverse prese di posizione incominciando dalla nostra contraria alla croce fino a quella del sindaco Prade che sposta l'attenzione sulla fede cattolica, l'intolleranza altrui e sul contrasto politico nel clima di campagna elettorale dimostrando di non avere capito nulla del nostro dissenso e di non amare la montagna. Incomincia la raccolta firme a cui aderiscono i ragazzi del BLitz, Moreno Barbieri dei Verdi e il vincitore del premio Pelmo D'Oro 2009 Gianni Gianneselli. Viene creato un gruppo su Facebook che cresce di giorno in giorno e sabato 29 marzo viene fatto un banchetto in piazza dei Martiri a Belluno che riscuote successo. Il giorno 29 marzo facciamo tramite lettera raccomandata una segnalazione al Corpo Forestale dello Stato della presenza del plinto di cemento all'interno di una zona SIC-ZPS in ambito di Habitat Natura 2000 della Comunità Europea volto alla salvaguardia della flora e della fauna di alcuni territori comunitari, e riguardo l'uso dell'elicottero per l'installazione del manufatto.
ENTI E ASSOCIAZIONI DI MONTAGNA IN SILENZIO:
Il 26 giugno 2009 la commissione dell'UNESCO, riunita a Siviglia, ha dichiarato le Dolomiti Patrimonio dell'Umanità.
“L'inserimento delle Dolomiti nel Patrimonio Unesco - ha dichiarato il Presidente del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Guido De Zordo - non costituisce solo il riconoscimento dell'assoluta unicità e del valore scientifico, ambientale ed estetico delle montagne più famose del mondo, ma anche una attestazione della qualità del lavoro svolto in questi anni da tutte le aree protette presenti sulle Dolomiti, che ne hanno garantito la salvaguardia. Le aree naturali protette sono il valore aggiunto della straordinaria realtà ambientale delle Dolomiti”.
Il Monte Serva non fa parte del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi come patrimonio dell'umanità?
Certo che si!
Quindi non si capisce perché si possa concedere la costruzione di una grande croce, illuminata di notte che poggia su un plinto di cemento di 3 metri cubi ad una quota di 1200 metri ben visibile da tutta la Valbelluna, che può recare danno al volo degli elicotteri e al volo libero di alianti, parapendii e deltaplani che in quella zona hanno una posto di decollo.
Appare decisamente stridente la facilità per la concesione della costruzione di una struttura di un tale impatto ambientale in rapporto alla difficoltà di un proprietario di una semplicissima casera che volesse riammodernarla e renderla vivibile e utilizzabile.
Ci domandiamo come mai l'Ente Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi non si senta in dovere di dire qualcosa se non contro la croce almeno a favore della montagna che ancora una volta viene violata con un grande piercing simbolico fatto di tonnellate di cemento e ferro allo scopo di "proteggere tutta la Val Belluna" (da cosa dai terremoti, dalle innondazioni, dalla povertà') e neanche il CAI, il grande Ente Statale antico e prestigioso non prenda posizioni chiare a favore della montagna alpina, a parte singoli che a titolo personale si sono espressi contro.
Per installare la croce è stato utilizzato un elicottero del Corpo Ferestale Statale, vale a dire un mezzo statale che pagano tutti i cittadini. Ma perché è stato usato un mezzo della pubblica amministarzione per posizionare una cosa privata in un terreno privato? A quale titolo è stato utilizzato? Gratuitamente? Se fosse così allora ogni cittadino che ha bisogno di trasportare qualcosa di ingombrante e pesante potrà chiedere al CFS di farsi trasportare il materiale. Rufus Bristot, consigliere comunale a Belluno è stato chiaro: “Qualora il trasporto e le ricognizioni fatte in più giornate per decine di minuti, fossere state fatte gratuitamente, impegnando un elicottero della pubblica amministrazione pagato da tutti i cittadini con le proprie tasse, verrà fatto un immediato esposto alla Corte dei Conti e alla Procura delle Repubblica di Belluno”.